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<title>GIMH. Artículos</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/148583</link>
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<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:33:48 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-21T05:33:48Z</dc:date>
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<title>Los conceptos ‘diatónico’, ‘cromático’ y ‘enarmónico’ a lo largo de la historia</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/161538</link>
<description>Las palabras de origen griego “diatónico”, “cromático” y “enarmónico” han suscitado&#13;
varias controversias a lo largo de la historia de la música, ya que sus significados no han&#13;
sido siempre claros ni compartidos por todos aquellos que las usaban. En este artículo se&#13;
plantea una revisión histórica de los conceptos tras estas palabras a partir de las fuentes de&#13;
teoría musical que han llegado hasta nuestros días, partiendo de los usos actuales de los&#13;
términos y analizando los diferentes significados que estos han tenido en distintos momentos&#13;
históricos. Así mismo, se reflexiona sobre la necesidad que tenemos los musicólogos&#13;
de recurrir al análisis histórico de los términos técnicos que utilizamos, tanto para&#13;
consensuar significados actuales, como para poder abordar con garantías el estudio de las&#13;
fuentes textuales históricas en las que esos términos son utilizados.&#13;
The words ‘diatonic’, ‘chromatic’ and ‘enharmonic’, of Greek origin, have provoked several disputes&#13;
throughout music history, as their meanings have not always been clear or shared by all those who used them.&#13;
This article presents a historical revision of the concepts behind these terms based on the music-theory sources&#13;
that have come down to us, beginning with the present-day uses of the terms and analysing the different&#13;
meanings they have acquired at different points in history. It also reflects on the need musicologists have to&#13;
resort to the historical analysis of the technical terms we use, both to agree on present-day meanings and to&#13;
be able to successfully undertake the study of the historical textual sources in which these terms are used.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2020-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>A la busca de un repertorio clásico</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156645</link>
<description>[ES]El piano vivió un desarrollo que carecía de precedentes en las décadas centrales del siglo xix. Este periodo —que en España coincide, grosso modo, con el reinado de Isabel II—, presenció cómo el instrumento se convertía en un eje de las sociabilidades burguesa y aristocrática. Su enseñanza centró el desarrollo de un nuevo modelo de formación musical, propio del sistema liberal que comenzaba a asentarse, y su protagonismo en las salas de conciertos resultó clave para que el país se integrase en un sistema productivo que comenzaba a alcanzar una escala global. De este modo, el piano serviría como vehículo para la penetración de nuevas ideas estéticas que, andando el tiempo, transformarían la concepción del arte de los sonidos. Con todo, el enorme corpus de música pianística compuesta en España es hoy desconocido para los aficionados, que a menudo se encuentran con dificultades para acceder —y, sobre todo, para comprender y valorar— este repertorio.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Progresso, decadenza, rinnovazione. El pensamiento historiográfico-musical de Antonio Eximeno</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156250</link>
<description>Questo saggio prende in esame la concezione storiografico-musicale dell'ex-gesuita Antonio Eximeno (1729-1808), autore del trattato Dell'origine e delle regole della musica (Roma 1774, versione spagnola Madrid 1796), del trattato teorico e polemico Dubbio ... sopra il "Saggio fondamentale pratico di contrappunto" (Roma 1775, versione spagnola Madrid 1797) e del romanzo didattico-musicale D. Lazarillo Vizcardi (ca. 1806, edito a Madrid nel 1872). La visione di Eximeno è influenzata da una serie di presupposti personali, quali lo scetticismo nei confronti della possibilità di scrivere la storia, l'intento divulgativo, l'utilitarismo: per l'autore, la storia è lo strumento con cui dimostrare una teoria musicale logocentrica. Questi aspetti, unitamente alla mancanza di modelli storiografico-musicali cui riferirsi, danno luogo a una narrazione dal taglio saggistico: vi si incrociano influenze diverse (promananti dalla filosofia, dalla storia, dalla filosofia della storia, ecc.), sotto il segno di uno spiccato carattere soggettivo. Con tutto ciò, la storia eximeniana si inserisce nella tradizione dell'Illuminismo in quanto esplicita numerosi concetti caratteristici della storiografia illuminata. Tra essi risaltano il determinismo geografico' (esposto dall'Eximeno in termini simili a quelli di Turgot) e una visione peculiare dell'idea di 'progresso', connotata in senso morale. Occorre inoltre segnalare che l'Eximeno combina modelli di periodizzazione diversi (in due e in tre stadi, con articolazioni specifiche per il teatro d'opera e per la musica strumentale), e proietta la sua lettura della storia verso il futuro, pervenendo a conclusioni non granché ottimistiche. La singolarità e la soggettività del pensiero dell'Eximeno impedirono ch'esso si imponesse come modello storiografico. I musicografi successivi vi fecero ricorso tutt'al più per estrarne sentenze congeniali alle loro rispettive narrazioni storiche e, in un'epoca più avanzata, per basare su di esso dei clichés di indirizzo nazionalistico. In ogni caso, ad onta dei suoi limiti, la proposta dell'ex-gesuita rappresenta pur sempre uno dei primi tentativi di storiografia musicale a livello europeo, e il primissimo in àmbito spagnolo. Il suo pregio risiede inoltre nell'esibire come meglio non si potrebbe le aspirazioni e i limiti del pensiero illuminista, e nel dare accoglienza a multiformi influenze.
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>“Elegante sin dejar de ser sublime”. Boccherini y la música instrumental en el pensamiento de Antonio Eximeno (1729-1808)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156249</link>
<description>Antonio Eximeno (1729-1808), a Spanish expelled Jesuit, is a prominent representative of the musical thought of the Age of Enlightenment. Eximeno, the author of diverse musical and aesthetic texts (Dell’origine e delle regole della musica, Dubbio di D. Antonio Eximeno, Las investigaciones músicas de D. Lazarillo Vizcardi), showed great interest for instrumental music precisely when this musical form was on its way to “emancipation”. In this paper we analyse the position that the instrumental music occupies in Eximeno’s thought, stressing his defense of this form of music, despite of those that still had doubts on its possibilities. On the other hand, we study some of his descriptions of events involving the instrumental music; plausible testimonies that contribute to the knowledge of the consumption behaviour of this type of music in the late 18th century Spain. Finally, we study the opinions of specific composers, as well as different meanings they attribute to the concept of “sublime” within their thought, up to becoming the idea that serves to justify the existence of instrumental music, and to outline the existence of two confronted schools: the Northern school (with noted representatives such as Haydn) and the Southern school (with Boccherini at the head).&#13;
&#13;
Il pensiero musicale illuminista trova nel gesuita espulso Antonio Eximeno (1729-1808) un rappresentante di spicco. Eximeno, autore si diversi testi di argomento estetico-musicale (Dell’origine e delle regole della musica, Dubbio di D. Antonio Eximeno, Las investigaciones músicas de D. Lazarillo Vizcardi), mostrò un notevole interesse per la musica strumentale, proprio nel momento in cui questo ambito della musica procedeva verso l'”emancipazione”. In questo aricolo analizzeremo la posizione occupata dalla musica strumentale nel pensiero di Eximeno, mettendo in risalto la difesa che l’autore fa di essa, rispetto a coloro che dubitavano sui suoi mezzi. Per il resto, si esamineranno alcune delle sue descrizioni di eventi in cui la musica strumentale fu protagonista, testimonianze verosimili che contribuiscono alla nostra conoscenza delle abitudini nel consumo di questo tipo di musica nella Spagna della fine del XVIII secolo. Infine, saranno prese in considerazione le opinioni di Eximeno su certi compositori, così come le diverse accezioni che il concetto di “sublime” riveste nel suo pensiero fino a convertirsi in una idea utile sia a giustificare l’esistenza della musica strumentale, sia a motivare l’esistenza di due scuole contrapposte: quella settentrionale (con Haydn come rappresentante più illustre) e quella meridionale (con Boccherini in testa).
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>«MAESTRAZOS DE CONTRAPUNTO, RUTINEROS MAQUINALES, CHABACANOS SEGUIDILLEROS». LA RECEPCIÓN POLÉMICA DEL PENSAMIENTO DE ANTONIO EXIMENO EN EL DIARIO DE MADRID (1796-1804)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156248</link>
<description>Resumen: Entre 1796 y 1797, Francisco Antonio Gutiérrez publica la traducción de Del Origen y reglas de la música, y de la Duda, de Antonio Eximeno, y los anuncia en el en el Diario de Madrid. Estos anuncios generan una serie de disputas que, si en un primer momento se centran en los textos del exjesuita, pasan luego a abordar un amplio espectro de cuestiones estético-musicales.&#13;
En este artículo se analizan los debates mantenidos el Diario de Madrid entre 1796 y 1804; debates que, desde nuestro punto de vista, constituyen un fenómeno unitario articulado en torno a las referencias al pensamiento de Eximeno. Este pensamiento musical será utilizado para construir discursos que ofrecen una buena muestra de los procesos de construcción de la opinión pública en la España de la época, así como de las cuestiones musicales que más interesaban a profesionales y aficionados de aquel momento.&#13;
&#13;
Abstract: Between 1796 and 1797, Francisco Antonio Gutiérrez publishes the Spanish translation of Antonio Eximeno’s Del origen y reglas de la música and Duda de D. Antonio Eximeno. As he advertised it in the Diario de Madrid, it originated a long series of disputes –disputes that were first focused on Eximeno’s texts, but then expanded to a wide range of musical-aesthetical questions.&#13;
In this article we shall analyze the debates maintained in the Diario de Madrid from 1796 to 1804. From our perspective, they constitute a unitary phenomenon articulated around the references to Eximeno’s musical thought. This musical thought is used to construe discourses that reflect the processes of construction of the Public Opinion in that era, as well as the musical themes that interested both professionals and amateurs at that moment.
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<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2013-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Modernización musical y periferia en la España isabelina. Un caso de estudio: la escuela de San Eloy y la Salamanca de Martín Sánchez Allú</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156247</link>
<description>Este artículo estudia el proceso de modernización de la vida musical en una ciudad periférica. Para ello, se toma como punto de partida la actividad musical desarrollada por la Sección de Música de la Escuela de San Eloy de Salamanca entre 1838 y 1844. En el texto se analiza el sustrato social que compone esta institución, revelando hasta qué punto la Sección sirve a los intereses de la nueva clase social emergente. Además, se estudia el carácter innovador de este nuevo modelo de enseñanza musical y se destaca la importancia social y estética de los conciertos públicos, un fenómeno novedoso en la ciudad que sirve para transmitir un repertorio característico del periodo. A lo largo de todo el artículo se toma como punto de referencia la figura de Martín Sánchez Allú, vinculado a la Escuela y que puede ser considerado como un arquetipo del músico (compositor e intérprete) de la España isabelina.
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<pubDate>Thu, 01 Jan 2015 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2015-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Esfera pública y música: claves introductorias</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156213</link>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2017 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Música hispanomusulmana e identidad nacional en el discurso de Soriano Fuertes</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156208</link>
<description>A mediados del siglo XIX se produce en España un cambio en la actitud hacia la música hispanomusulmana, tanto en el ámbito de la composición como en el de la historiografía musical. En contraste con la tesis de Edward Said, para quien el orientalismo&#13;
es fundamentalmente un instrumento de dominación, son los propios músicos e historiadores españoles quienes recrean voluntariamente el imaginario hispanomusulmán para asimilarlo como una parte integrante de la cultura nacional española. Este artículo analiza las bases historiográficas de esta nueva actitud a partir del estudio de los influyentes textos de Mariano&#13;
Soriano Fuertes. Para ello, en primer lugar, se describe el tratamiento que Soriano otorga a la música hispanomusulmana y se evalúa en qué medida constituye un paradigma historiográfico heredado por otros historiadores. En segundo lugar, se estudian las fuentes empleadas por Soriano y se analizan las adaptaciones que llevó a cabo para integrar unas ideas de carácter ilustrado en una narrativa eminentemente nacionalista. Finalmente, se interpreta su discurso a la luz de las circunstancias del momento, haciendo aflorar sus presumibles implicaciones políticas.
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<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Los jesuitas expulsos y la música: un episodio en la historia de las transferencias culturales</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156207</link>
<description>La noción de transferencia cultural pone el foco sobre los procesos de reinterpretación de los bienes culturales que transitan entre distintas culturas. Pese a su innegable interés metodológico, esta perspectiva ha sido poco aplicada al estudio de los discursos sobre la música. Partiendo de ese enfoque, en este trabajo se analiza, en primer lugar, la relación con la música&#13;
de los jesuitas expulsos y su papel como agentes de mediación en la Italia de finales del siglo XVIII. Posteriormente, se examinan los procesos de transferencia de sus discursos al contexto cultural español atendiendo a la relevancia que adquiere en este nuevo marco la actividad de los traductores, así como a la importancia de la coyuntura cultural en los procesos de resignificación&#13;
de los discursos. Finalmente, y desde una perspectiva diacrónica, se presentan algunos ejemplos que explican los distintos grados de asimilación y reinterpretación de dichos discursos en diversos contextos.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2021-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>"Utile dulci": modelos didáctico-musicales y género literario en las Investigaciones músicas de Don Lazarillo Vizcardi, de Antonio Eximeno (1729-1809)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156205</link>
<description>Enseñar y deleitar fueron los dos objetivos que se autoimpuso el jesuita expulso Antonio Eximeno al escribir su novela Investigaciones músicas de Don Lazarillo Vizcardi a comienzos del siglo XIX. Asumiendo la naturaleza doble del texto −como tratado de elocuencia musical y como obra de ficción−, en este trabajo se examina su largo proceso de gestación, se analiza su inserción en distintas tradiciones didácticas (en particular, las asociadas al tratado musical y al Arte Poética de Horacio), y se discute su género literario en función de las reflexiones trazadas por el autor en paralelo a lo expuesto por los teóricos de la época.&#13;
&#13;
This is an Original Manuscript of an article published by Taylor &amp; Francis in Bulletin of Spanish Studies, available at https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/14753820.2021.1997463
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<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2021-12-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La música en el anuncio electoral del PSOE de Castilla y León (2022): ¿marco para un patriotismo progresista?</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156203</link>
<description>Los anuncios televisivos tienen una importancia crucial en las campañas electorales. Sin embargo, aún son pocos los estudios centrados en analizar el papel de la música en estos spots. El objetivo de este estudio de caso es analizar la función de la música en un anuncio electoral y su contribución a la construcción de significados. Partiendo de las últimas aportaciones de Paul Christiansen en la clasificación de las emociones evocadas por la música en los spots electorales, y atendiendo a otros estudios de referencia en el ámbito de la musicología y la comunicación política, se plantea la hipótesis de que la música en este anuncio contribuye a estructurar el mensaje visual y verbal, a reforzar el liderazgo del candidato y a generar un clima emocional de esperanza. Además, la comparación del spot con otros de procedencia estadounidense y su interpretación en el contexto de la campaña socialista conducen a expandir esta hipótesis al explicar cómo la&#13;
música sirve para apoyar la transmisión de sentimientos patrióticos. Este estudio permite demostrar la importancia de la música a la hora de construir narraciones emocionales en el contexto de la comunicación política y valorar algunos factores que explican el éxito o fracaso de tales narrativas.
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<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La crítica como mediación cultural en la introducción del idealismo musical en España: Francisco de Asís Gil y la gira de Oscar de la Cinna (1855-1856)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/156159</link>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Una aproximación a la música litúrgica en los reinos de Castilla y Aragón (siglos XV-XVI). La autoridad del canto llano en los Oficios de Semana Santa</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/153483</link>
<description>[ES]Esta investigación pretende realizar un primer acercamiento al estudio de la música y la liturgia en la España de los siglos XV y XVI, a través de la colación crítica de algunos libros de canto llano publi- cados en los reinos de Castilla (Toledo: Francisco Jiménez Cisneros, 1499-1519) y Aragón (Zaragoza: Hernando de Aragón, 1504-1563). Del análisis de este catálogo de fuentes españolas se detecta un contexto litúrgico favorable en el que las archidiócesis de Toledo y Zaragoza –muy probablemente los enclaves diocesanos más importantes de aquélla época en cada reino– determinaron respectivamente la práctica monódica y polifónica de las instituciones musicales cortesanas y eclesiásticas de las coronas de Castilla y Aragón. Por tanto, se debe poner en valor el estudio de estas fuentes de canto llano en aras de conocer las pervivencias, transformaciones y transferencias de las prácticas litúrgicas del Medievo al Renacimiento. Este marco litúrgico-musical se observa de un modo particular al examinar el repertorio de Semana Santa.
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<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2013-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>El himno Pange lingua de Juan de Urrede, un emblema del poder de las élites hispánicas en el Antiguo Régimen (Siglos XVI-XVIII)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/153482</link>
<description>[ES]La versión de Tarazona del himno Pange lingua atribuido al compositor flamenco Johannes Wreede (1451-ca.1482) —conocido en España y en el mundo hispánico como Juan de Urrede o Urreda— se encuentra entre las obras religiosas españolas más importantes de toda la historia. ¿Por qué se prolongó tanto el uso litúrgico de este himno? ¿Quién promovió su supervivencia? ¿A quién podría beneficiar o perjudicar su interpretación? ¿Por qué fue bien recibido, como parece, tanto por grupos sociales populares como por grupos de un estatus más elevado? ¿Qué elementos musicales y extramusicales explican la sorprendente pervivencia de esta composición en el canon histórico de la música española e hispanoamericana? Se espera que este enfoque aquí propuesto contribuya a ampliar y profundizar nuestra comprensión de la representación del poder de las élites hispanas en el Antiguo Régimen, y alentar el trabajo adicional en el campo de la musicología, conduciendo a nuevas interpretaciones de este popular himno eucarístico en la España de la Edad Moderna.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2021-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Who Writes the History of Early Music (and about What)?</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/153481</link>
<description>[ES]Pocos temas filosóficos plantean un tema tan controvertido como la historia de la música occidental. ¿Existe una historia de la música? ¿Tiene historia la música occidental? ¿Qué tipo de historia o relatos se ha escrito? Se espera que el enfoque multifacético propuesto aquí contribuya a una mayor comprensión de los paradigmas ontológicos de la música antigua y la comprensión filosófica de la historia de la música occidental.
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<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Claves de la composición cantollanista en la España de la Baja Edad Media: el oficio rimado de San Froilán, obispo de León</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/149076</link>
<description>[ES]La composición de oficios en verso representa una de las formas de expresión litúrgica más íntimamente ligadas a la Baja Edad Media. El conocimiento del género dista, sin embargo, de ser completo, en parte por la escasa atención que ha recibido el canto llano tardío hasta fecha reciente, pero también por su marcado localismo. Muchos de estos oficios se concibieron, de hecho, como vehículo con el que honrar al santo titular de una iglesia o monasterio determinados. Ello, a la postre, ha condicionado que sus fuentes sean limitadas amén de dispersas, a menudo carentes de notación musical. Estas páginas tienen por objeto el estudio del oficio rimado de san Froilán (832-905), quien fuera ermitaño y luego obispo de León. El interés del mismo reside fundamentalmente en su conservación en dos versiones musicales distintas; la primera y más importante, un breviario de Sanctis de los siglos XIII-XIV conservado en el Archivo de la Catedral de Lugo, que transmite el oficio completo; y por otro lado, el procesional ms. 9 del Archivo Catedralicio de León, de fines del siglo XIV, con cinco responsorios. Fuera de la edición de sus textos y algunas noticias dispersas, nada se sabe de este repertorio. A partir de su análisis pormenorizado pretendemos conocer cuáles fueron las directrices técnicas y estéticas que guiaron su composición, así como su adecuación con el corpus gregoriano más primitivo. Las evidencias recabadas posibilitarán, asimismo, aproximarnos a la datación cronológica del oficio y posible ubicación de sus artífices
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<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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