<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0">
<channel>
<title>RSEI, 2025, Vol. 19</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170463</link>
<description/>
<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:43:29 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-17T15:43:29Z</dc:date>
<item>
<title>Il genere in ascolto: dialoghi e rappresentazioni nei manuali di italiano l2/LS</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170519</link>
<description>In language textbooks, dialogues provide essential input for listening comprehension and serve as models for language production. Studies highlight the importance of gender balance in dialogues to ensure inclusive representations. This study analyzes oral texts in three series of Italian L2/FL textbooks (A1-B1), revealing a slight imbalance favoring male voices and a tendency to associate women with the domestic sphere and men with the workplace, with some innovative exceptions.; Nei manuali di lingue, i dialoghi offrono input essenziali per la comprensione orale e fungono da modello per la produzione linguistica. Diversi studi evidenziano l’importanza di un equilibrio di genere nei dialoghi per garantire rappresentazioni inclusive. Questo studio analizza i testi orali in tre serie di manuali di italiano L2/LS (A1-B1), rilevando un leggero squilibrio a favore delle voci maschili e una tendenza a collegare le donne alla sfera familiare e gli uomini al lavoro, con alcune eccezioni innovative.; Nei manuali di lingue, i dialoghi offrono input essenziali per la comprensione orale e fungono da modello per la produzione linguistica. Diversi studi evidenziano l’importanza di un equilibrio di genere nei dialoghi per garantire rappresentazioni inclusive. Questo studio analizza i testi orali in tre serie di manuali di italiano L2/LS (A1-B1), rilevando un leggero squilibrio a favore delle voci maschili e una tendenza a collegare le donne alla sfera familiare e gli uomini al lavoro, con alcune eccezioni innovative.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170519</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Franco costabile: poesie disperse</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170520</link>
<description>This article presents several poems by the poet Franco Costabile (1924-1965), which remained scattered in some publications from the 1950s and 1960s. Having not been mentioned in studies dedicated to him, these poetic texts are in fact unknown to most people. Ultimately, the aim is to fill in the gaps developed over time and to shed new light to the work of a poet, often too neglected by scientific research.; In questo articolo vengono presentati diversi componimenti del poeta Franco Costabile (1924-1965) rimasti dispersi su pubblicazioni degli anni Cinquanta e Sessanta. Non essendo stati menzionati negli studi a lui dedicati, tali testi poetici risultano di fatto sconosciuti ai più. In definitiva, si vuole tentare di colmare quelle lacune determinatesi nel tempo, e di apportare nuove conoscenze sull’opera di questo poeta fin troppo trascurato dalla ricerca scientifica.; In questo articolo vengono presentati diversi componimenti del poeta Franco Costabile (1924-1965) rimasti dispersi su pubblicazioni degli anni Cinquanta e Sessanta. Non essendo stati menzionati negli studi a lui dedicati, tali testi poetici risultano di fatto sconosciuti ai più. In definitiva, si vuole tentare di colmare quelle lacune determinatesi nel tempo, e di apportare nuove conoscenze sull’opera di questo poeta fin troppo trascurato dalla ricerca scientifica.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170520</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Verismo e soggettivismo in Federico de Roberto</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170518</link>
<description>This essay aims to retrace the human and literary journey of Federico De Roberto with the aim of presenting him in a new light. While the novelist, essayist and journalist of the second half of the 19th century explicitly adhered to the canons of Italian Verismo, his complex and tormented existential journey reveals a powerful introspective component. His figure, which remained in the shadows for a long time, was only rehabilitated after the Second World War. His reserved character and existential and intellectual hypersensitivity greatly influenced his complex literary production, which included intense periods of creativity, others of research and experimentation, and even periods of closure and involution. The coexistence of veristic suggestion blends with accentuated subjectivism, revealing the influence of contemporary psychological novels. Even his masterpiece, I Viceré, is strongly pervaded by a spiritualising subjectivism and an atmosphere that is at times hallucinatory, rich in sensistic elements. This imprint marked his entire creative arc, generating apparent imbalances, which were in fact the result of the changing historical and cultural circumstances that pushed him towards the nascent European Decadentism of the fin de siècle, for which he can rightly be considered an authentic and innovative precursor of 20th-century fiction.; Il presente saggio si propone di ripercorrere la parabola umana e letteraria diFederico De Roberto con l’obiettivo di presentarlo sotto una nuova luce. Se da un lato il romanziere, saggista e giornalista della seconda metà dell’Ottocento aderì esplicitamente ai canoni del Verismo italiano, dall’altro il suo complesso e tormentato percorso esistenziale evidenzia una prepotente componente introspettiva. La sua figura, rimasta a lungo in ombra, fu riabilitata solo a partire dal secondo Dopoguerra. Il carattere riservato, l’ipersensibilità esistenziale e intellettuale condizionarono non poco la sua articolata produzione letteraria al cui interno si succedettero intensi periodi creativi, ad altri di ricerca, di sperimentazione e persino di chiusura e involuzione. La compresenza della suggestione verista si amalgama al soggettivismo accentuato rivelando l’influenza del romanzo psicologico coevo. Anche il suo capolavoro, I Viceré, risulta fortemente pervaso da un soggettivismo spiritualizzante e da un’atmosfera a tratti allucinata, ricca di elementi sensistici. Quest’impronta contrassegnò il suo intero arco creativo generando squilibri apparenti, frutto in realtà delle mutate istanze storiche e culturali che lo sospinsero verso il nascente Decadentismo europeo di fine secolo per cui, a buon diritto, può essere considerato un precursore autentico e innovatore della narrativa novecentesca.; Il presente saggio si propone di ripercorrere la parabola umana e letteraria diFederico De Roberto con l’obiettivo di presentarlo sotto una nuova luce. Se da un lato il romanziere, saggista e giornalista della seconda metà dell’Ottocento aderì esplicitamente ai canoni del Verismo italiano, dall’altro il suo complesso e tormentato percorso esistenziale evidenzia una prepotente componente introspettiva. La sua figura, rimasta a lungo in ombra, fu riabilitata solo a partire dal secondo Dopoguerra. Il carattere riservato, l’ipersensibilità esistenziale e intellettuale condizionarono non poco la sua articolata produzione letteraria al cui interno si succedettero intensi periodi creativi, ad altri di ricerca, di sperimentazione e persino di chiusura e involuzione. La compresenza della suggestione verista si amalgama al soggettivismo accentuato rivelando l’influenza del romanzo psicologico coevo. Anche il suo capolavoro, I Viceré, risulta fortemente pervaso da un soggettivismo spiritualizzante e da un’atmosfera a tratti allucinata, ricca di elementi sensistici. Quest’impronta contrassegnò il suo intero arco creativo generando squilibri apparenti, frutto in realtà delle mutate istanze storiche e culturali che lo sospinsero verso il nascente Decadentismo europeo di fine secolo per cui, a buon diritto, può essere considerato un precursore autentico e innovatore della narrativa novecentesca.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170518</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Mediare il margine: Michela Murgia e la Soglia come spazio di resistenza</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170516</link>
<description>«Standing on the threshold» represents the temporary uncertainty linked to changes in status and the willingness to listen and connect. In Michela Murgia’s narrative, this concept translates into organizational processes and practices that utilize different mediation tools. Through an analysis of her style and objectives, the study shows how Murgia has broadened public debate on issues underrepresented in traditional media while maintaining a continuous openness.; «Stare sulla soglia» rappresenta l’incertezza transitoria legata ai cambiamenti di status e una predisposizione all’ascolto e all’incontro. Nella narrativa di Michela Murgia, questa concezione si traduce in processi e pratiche organizzative che utilizzano diversi strumenti di mediazione. Attraverso l’analisi del suo stile e dei suoi obiettivi, lo studio mostra come Murgia abbia ampliato il dibattito pubblico su temi poco rappresentati nei media tradizionali, mantenendosi in uno stato di continua apertura.; «Stare sulla soglia» rappresenta l’incertezza transitoria legata ai cambiamenti di status e una predisposizione all’ascolto e all’incontro. Nella narrativa di Michela Murgia, questa concezione si traduce in processi e pratiche organizzative che utilizzano diversi strumenti di mediazione. Attraverso l’analisi del suo stile e dei suoi obiettivi, lo studio mostra come Murgia abbia ampliato il dibattito pubblico su temi poco rappresentati nei media tradizionali, mantenendosi in uno stato di continua apertura.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170516</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Tra scrittura e guarigione: conversazione con Giuseppina Torregrossa</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170515</link>
<description>This article presents an in-depth interview with Giuseppina Torregrossa, a distinguished writer and physician from Palermo. Structured in three sections, the study examines Torregrossa’s life and career, the recurrent motifs in her oeuvre, and her contributions to contemporary Italian literature. Particular attention is devoted to the impact of her medical training on her narrative practice, her enduring ties to Sicily, and her role in representing the social and gender conditions of women. The analysis demonstrates how her novels engage with historical and gender issues, thereby articulating an original and multifaceted perspective. In so doing, the study underscores the significance of her narrative voice within the current Sicilian context and recognizes the interview as a privileged site for investigating the intersections of individual experience, professional commitment, and artistic creation.; Questo articolo offre un’arricchente conversazione con Giuseppina Torregrossa, rinomata scrittrice e medico di origine palermitana. Organizzata in tre sezioni, l’intervista esplora la carriera e il percorso vitale della Torregrossa, le tematiche ricorrenti nelle sue opere e il suo contributo alla letteratura italiana contemporanea. Inoltre, in questo contributo si indaga l’influenza della formazione medica sulla scrittura, il forte legame con la Sicilia e il suo ruolo nella rappresentazione della condizione sociale femminile. I risultati evidenziano come l’autrice utilizzi i suoi romanzi per affrontare questioni storiche e di genere, offrendo una prospettiva originale e multifocale. Si mette così in risalto l’importanza di questa voce narrativa nel contesto siciliano attuale, riconoscendo nell’intervista un mezzo privilegiato per comprendere il rapporto tra esperienze individuali, impegno professionale e processo creativo.; Questo articolo offre un’arricchente conversazione con Giuseppina Torregrossa, rinomata scrittrice e medico di origine palermitana. Organizzata in tre sezioni, l’intervista esplora la carriera e il percorso vitale della Torregrossa, le tematiche ricorrenti nelle sue opere e il suo contributo alla letteratura italiana contemporanea. Inoltre, in questo contributo si indaga l’influenza della formazione medica sulla scrittura, il forte legame con la Sicilia e il suo ruolo nella rappresentazione della condizione sociale femminile. I risultati evidenziano come l’autrice utilizzi i suoi romanzi per affrontare questioni storiche e di genere, offrendo una prospettiva originale e multifocale. Si mette così in risalto l’importanza di questa voce narrativa nel contesto siciliano attuale, riconoscendo nell’intervista un mezzo privilegiato per comprendere il rapporto tra esperienze individuali, impegno professionale e processo creativo.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170515</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Scrittura e identità femminile nelle lettere di Margherita di Parma (1546-1550</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170517</link>
<description>The study analyzes the letters of Margaret of Parma between 1546 and 1550. Through her epistles, she employs rhetorical strategies typical of 16th century female writing. The context is complex, marked by motherhood and the War of Parma and Piacenza. Despite the challenges, Margaret strives to assert her voice. She does so with linguistic awareness, adapting to the female position of the time.; Lo studio analizza le lettere di Margherita di Parma tra il 1546 e il 1550. Attraverso le epistole, la dama utilizza strategie retoriche tipiche della scrittura femminile del xvi secolo. Il contesto in cui vengono redatte è complesso, segnato dalla maternità della dama e dalla guerra di Parma e Piacenza. Nonostante le difficoltà, Margherita di Parma cerca di affermare la propria voce. Lo fa con consapevolezza linguistica, adattandosi alla posizione femminile dell’epoca.; Lo studio analizza le lettere di Margherita di Parma tra il 1546 e il 1550. Attraverso le epistole, la dama utilizza strategie retoriche tipiche della scrittura femminile del xvi secolo. Il contesto in cui vengono redatte è complesso, segnato dalla maternità della dama e dalla guerra di Parma e Piacenza. Nonostante le difficoltà, Margherita di Parma cerca di affermare la propria voce. Lo fa con consapevolezza linguistica, adattandosi alla posizione femminile dell’epoca.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170517</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Apuntes de un viaje por Italia de Miguel de Unamuno: la vanitas como expresión agónica</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170512</link>
<description> /nThe essay aims to investigate the vanitas vanitatum topic as a means of agonistic expression in Apuntes de un viaje por Francia, Italia y Suiza (1889) by Miguel de Unamuno. Focusing on the section related to the journey through the Italian Peninsula, the first part will situate this youthful work within its literary genre (the so-called «impresiones de viaje»); secondly, it will show how certain places in Rome and Pompeii serve as a visual expression of the topic.;  /nEl ensayo tiene el objetivo de investigar el tópico vanitas vanitatum como medio de expresión agónica en los Apuntes de un viaje por Francia, Italia y Suiza (1889) de Miguel de Unamuno. Centrándonos en la parte relativa al recorrido por la Península Itálica, en primer lugar, se colocará esta obra juvenil en su género de pertenencia (el denominado «impresiones de viaje»); en segundo lugar, se considerarán los parajes de Roma y Pompeya como expresión visual del tópico.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170512</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Rime dedicatorie a Isabella di Capua Gonzaga (1512-1559)</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170511</link>
<description> /nThe Gonzaga couple were well known for their patronage. Isabella of Capua, wife of Ferrante Gonzaga, was the subject of dedications of madrigals and poems celebrating her beauty and her moral virtues, adulations written by those in search of patrons and protectors. In this lecture, we will explore the type of texts that were dedicated or that refer to her. Several of these are poems belonging to a genre of production in the Neapolitan literature in the 16th century. Sometimes referred to as stereotypical praise, their value is mainly historical thanks to the biographical information they provide.;  /nEra noto il ruolo dei coniugi Gonzaga in qualità di mecenati. Isabella di Capua, sposa di Ferrante Gonzaga, fu oggetto di dediche di poemetti e madrigali ad opera di chi era alla ricerca di protettori. Nella relazione presente analizzeremo il tipo di testi che le sono stati dedicati o che fanno a lei riferimento. Alcuni sono poemetti che rientrano in un genere di produzione del catalogo muliebre della letteratura napoletana del xvi secolo, talvolta definite lodi stereotipate, il cui valore è strettamente storico per le informazioni biografiche che ci forniscono.;  /nEra noto il ruolo dei coniugi Gonzaga in qualità di mecenati. Isabella di Capua, sposa di Ferrante Gonzaga, fu oggetto di dediche di poemetti e madrigali ad opera di chi era alla ricerca di protettori. Nella relazione presente analizzeremo il tipo di testi che le sono stati dedicati o che fanno a lei riferimento. Alcuni sono poemetti che rientrano in un genere di produzione del catalogo muliebre della letteratura napoletana del xvi secolo, talvolta definite lodi stereotipate, il cui valore è strettamente storico per le informazioni biografiche che ci forniscono.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170511</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Heridas de Viaggio D’inverno de Attilio Bertolucci: desangramiento, desdoblamiento e inmolación</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170514</link>
<description>It is analyzed how in Viaggio d'inverno (1971) of Bertolucci the passage of time causes certain wounds (bleeding, splitting or immolation) that, paradoxically, serve to exorcise him./n; Se analiza cómo en Viaggio d’inverno (1971) de Bertolucci el paso del tiempo provoca ciertas heridas (desangramiento, desdoblamiento o inmolación) que, paradójicamente, le sirven para exorcizarlo.; Si analizza come in Viaggio d’inverno (1971) di Bertolucci lo scorrere del tempo provochi certe ferite(diasanguamento, sdoppiamento o immolazione) che, paradossalmente, gli servono per scongiurarlo./n
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170514</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Heras García, Manuel (coord.) (2024). Italia y España: una pasión intelectual. Salamanca: Ediciones Universidad Salamanca.</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170513</link>
<description>Reseña sobre el volumen de HERAS GARCÍA, Manuel (2024), Italia y España: una pasión intelectual.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170513</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Hacia una didáctica inclusiva: la perspectiva de género en la clase de italiano L2 con Dacia Marini</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170510</link>
<description>Teaching a language involves teaching a whole culture, a way of thinking, of seeing the world, a new perspective. In order to be able to understand it in all its magnitude, it is interesting to bring authentic texts o the students, sometimes literary texts such as those of Dacia Maraini, which narrate the different realities of contemporary Italy, from a critical point of view that will bring to the learning experience not only a linguistic richness, but also a transversal learning.; Lengua y literatura forman un binomio inquebrantable que, sin embargo, no ha tenido gran cabida a lo largo de las últimas décadas en la enseñanza de lenguas extranjeras. Integrar las competencias intercultural y literaria en el aula de italiano permite que la literatura narre a través de sus códigos lingüísticos su propia realidad. En este contexto, trabajar la perspectiva de género mediante la obra de Dacia Maraini representa un avance significativo y necesario hacia un nuevo modelo de enseñanza transversal.; Insegnare una lingua implica insegnare un'intera cultura, un modo di pensare, di vedere il mondo, una nuova prospettiva. Per comprenderla in tutta la sua grandezza, è interessante portare agli studenti testi autentici, a volte letterari, come quelli di Dacia Maraini, che raccontano le diverse realtà dell'Italia contemporanea da un punto di vista critico che conferirà all'esperienza di apprendimento non solo una ricchezza linguistica, ma anche un apprendimento trasversale.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170510</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Nessuna torna indietro: voci di donne dissidenti nel romanzo di Alba de Céspedes</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170509</link>
<description>In her novel There’s no turning back (1938), Alba de Céspedes narrates the coming-of-age of eight young women with diverse dreams and desires, clashing with the Fascist ideology’s singular female ideal: wife, mother, and hearth angel. Through this all-female mosaic, the author aims to subvert the patriarchal discourse of her time, challenging the dominant narrative and offering a more realistic, alternative vision that invites reflection even today.; el suo romanzo Nessuno torna indietro (1938), Alba de Céspedes racconta il percorso di formazione di otto giovani donne con sogni e ambizioni distinte, in aperto contrasto con l’unico modello di donna –moglie, madre e angelo del focolare– promosso dall’ideologia fascista. In questo mosaico tutto al femminile, l’autrice mira a sovvertire il discorso patriarcale della propria epoca, nel tentativo di cambiare la narrazione dominante e creare un immaginario alternativo più realistico, che invita a una riflessione ancor oggi necessaria.; el suo romanzo Nessuno torna indietro (1938), Alba de Céspedes racconta il percorso di formazione di otto giovani donne con sogni e ambizioni distinte, in aperto contrasto con l’unico modello di donna –moglie, madre e angelo del focolare– promosso dall’ideologia fascista. In questo mosaico tutto al femminile, l’autrice mira a sovvertire il discorso patriarcale della propria epoca, nel tentativo di cambiare la narrazione dominante e creare un immaginario alternativo più realistico, che invita a una riflessione ancor oggi necessaria.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170509</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Ferondo e Rosaria. Gelosia, riscrittura  e linguaggio da Boccaccio a Dario Fo  e Franca Rame</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170508</link>
<description>In Il Boccaccio riveduto e scorretto, Dario Fo and Franca Rame reinterpret The Decameron through their unique sensibilities. Both in the final version and in the autographs, significant space is dedicated to La prima novella napoletana, a rewriting of Novella III, 8. The driving force of the action is Ferondo’s jealousy towards Rosaria, a devoted and exploited wife; a jealousy that, within the Hegelian master-slave dialectic, leads him to be first dominant and then dominated. This study will analyze the linguistic pastiche of Napoletanesco used, comparing the extensive preparatory material with the Napoletanesco found in Lo Santo Jullare Francesco, with Fo’s levels of language, and with a Neapolitan-Italian vocabulary. Emphasis will also be placed on the crucial role played by Franca Rame in the work, highlighting her importance in linguistic matters as well.; En Il Boccaccio riveduto e scorretto, Dario Fo y Franca Rame reinterpretan el Decamerón. Tanto en la versión final como en los manuscritos, se dedica mucho espacio a La prima novella napoletana, una reescritura de la III, 8. El motor de la acción es la celosía de Ferondo hacia Rosaria, una esposa dedicada y explotada; una celosía que, en la dialéctica hegeliana amo-esclavo, lo lleva a ser primero dominante y luego dominado. Se analizará el pastiche lingüístico del napoletanesco utilizado, comparando el material preparatorio con lo hecho en el napoletanesco de Lo Santo Jullare Francesco, con los niveles de lenguaje de Fo y con un vocabulario napolitano-italiano. Se prestará especial atención al papel desempeñado por Franca Rame en la obra, subrayando su importancia también en la cuestión lingüística.; Ne Il Boccaccio riveduto e scorretto Dario Fo e Franca Rame reinterpretano il Decameron. Sia nella versione finale che negli autografi molto spazio è dato a La prima novella napoletana, riscrittura della III, 8. Il motore dell’azione è la gelosia di Ferondo verso Rosaria, moglie dedita e sfruttata; una gelosia che, nella dialettica servo-padrone hegeliana lo porta ad essere prima dominante e poi dominato. Si analizzerà il pastiche linguistico del napoletanesco usato, raffrontando il materiale preparatorio con quanto fatto nel napoletanesco de Lo Santo Jullare Francesco, con i livelli di linguaggio di Fo e con un vocabolario napoletano-italiano. Ci si soffermerà sul ruolo svolto da Franca Rame nell’opera, sottolineandone l’importanza anche nella questione linguistica.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170508</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Brancatelli, Valentina; Pistoia, Francesco Maria e Tirendi, Carla (2024). Donne e potere. Testimonianze di leadership femminile nelle arti e nel tempo. Salamanca: Ediciones Universidad de Salamanca.</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170506</link>
<description>Donne e potere: testimonianze di leadership femminile nelle arti e nel tempo raccoglie contributi di studiosi, esperti e attivisti che esplorano il ruolo delle donne nelle dinamiche di potere lungo i secoli. I saggi analizzano le sfide e i successi femminili in ambito politico, accademico, culturale e sociale, mettendo in evidenza il loro impatto nella trasformazione della società. Il volume propone una riflessione sulle diverse forme di leadership femminile, sottolineando il coraggio con cui le donne hanno ridefinito il potere e continuano a lottare contro stereotipi e barriere verso un futuro più inclusivo.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170506</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Cicala, Domenica Elisa y Hernández González, María Belén (eds.) (2023). Insieme al cinema: imparare la lingua e la cultura italiana con i film. Murcia: Edit.um. Servicio de Publicaciones de la Universidad de Murcia.</title>
<link>http://hdl.handle.net/10366/170507</link>
<description>Esta reseña pretende valorar el manual de las autoras Cicala y Hernández González como posible herramienta para la enseñanza-aprendizaje de la lengua italiana como L2, un material de bibliografía complementaria en el aula italiana que, además de trabajar aspectos lingüísticos trabaja los socioculturales.
</description>
<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10366/170507</guid>
<dc:date>2025-12-31T00:00:00Z</dc:date>
</item>
</channel>
</rss>
