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Título
Mario Luzi e l’umanesimo fiorentino
Autor(es)
Palabras clave
Lingüística
Italia
Sociedad y cultura: general
Italia
Linguistics
Society & Culture: General
Italy
Fecha de publicación
2018-12-31
Editor
Ediciones Universidad de Salamanca (España)
Citación
Revista de la Sociedad de Estudios Italianistas, 12 (2018)
Resumen
La poesia, per Mario Luzi, è cifra dell’umano, interrogazione e spia dell’inquietudine dell’uomo. Egli partecipa, per accrescimento, all’opera della creazione (si riconosce come scriba, non come scriptor). Nel saluto che rivolge a Giovanni Paolo II, in occasione della visita alla civitas fiorentina (1986), asserisce la centralità dell’uomo, dicendo: «L’uomo: si imparò qui a Firenze a dire questa parola con particolare intenzione, come intendendo un prodigio in cui la creazione si fosse identificata con il creatore; o come di un mistero di cui fosse impossibile delineare i contorni». L’intervento intende approfondire tale questione nell’opera luziana, con riferimento a Leopardi e a Dante. La poesia, per Mario Luzi, è cifra dell’umano, interrogazione e spia dell’inquietudine dell’uomo. Egli partecipa, per accrescimento, all’opera della creazione (si riconosce come scriba, non come scriptor). Nel saluto che rivolge a Giovanni Paolo II, in occasione della visita alla civitas fiorentina (1986), asserisce la centralità dell’uomo, dicendo: «L’uomo: si imparò qui a Firenze a dire questa parola con particolare intenzione, come intendendo un prodigio in cui la creazione si fosse identificata con il creatore; o come di un mistero di cui fosse impossibile delineare i contorni». L’intervento intende approfondire tale questione nell’opera luziana, con riferimento a Leopardi e a Dante./n
URI
ISSN
2341-1910
Aparece en las colecciones
- RSEI, 2015, Vol. 11 [25]











