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dc.contributor.authorDatteroni, Silvia
dc.date.accessioned2020-03-10T09:47:07Z
dc.date.available2020-03-10T09:47:07Z
dc.date.issued2018-12-31
dc.identifier.citationRevista de la Sociedad de Estudios Italianistas, 12 (2018)
dc.identifier.issn2341-1910
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10366/141893
dc.description.abstractThis essay deals with the study about the evolution of the reception of Giorgio Bassani in Spain, in the period between 1962, when the Spanish edition of the book Il giardino dei Finzi-Contini is published, and 2016, anniversary of the centenary of the author’s birth (1916-2016). Specifically, through the main historical events that deeply marked Spanish politics in the transition from Francoism to democracy, the paper intends to observe how the receptive attitude of the specialized criticism towards Bassani changes. To this end, the essay carries out a prior study of Spanish cultural history, definitively binding Bassani’s reception to the field of transnational memorials. In the same way it centers the argumentation on the concept of literary memory that is deduced from the narrative of the author, deepening the ideological implications of his attitude of memory. In fact, even if at different times and for different reasons, it is possible to observe a certain historical symmetry between the Italian post-war period and the Spanish one, following similar and ambiguous political provisions that have hindered the construction of the respective democracies. In fact, in the name of an abstract social peace, both countries have tolerated amnesties (Togliatti, 1946) and amnesias (pacto de silencio o pacto de olvido) historically questionable. In this sense, the memorial poetics of Giorgio Bassani interrupts a widespread post-fascist rhetoric, claiming an exercise in historical memory destined to be re-signified, and thus updated, in democratic landmark of Spain./n 
dc.description.abstractNel presente lavoro affronteremo l’evoluzione della ricezione di Giorgio Bassani in Spagna, nell’arco temporale che va dal 1962, anno della prima pubblicazione in castigliano del libro Il giardino dei Finzi-Contini, al 2016, anno delle celebrazioni dell’anniversario del centenario della nascita dell’autore (1916-2016). Nello specifico, attraverso i principali eventi storici che hanno segnato in profondità la politica spagnola nel passaggio dal franchismo alla democrazia, è nostra intenzione osservare come cambia l’atteggiamento ricettivo della critica specializzata nei confronti di Bassani. A tal fine realizzeremo uno studio previo della storia culturale spagnola, vincolando in modo definitivo la ricezione di Bassani all’ambito della memorialistica transnazionale. Allo stesso modo centreremo la nostra argomentazione sul concetto di memoria letteraria che si evince dalla narrativa dell’autore, approfondendo le implicazioni ideologiche del suo atteggiamento di memoria. Difatti, anche se in momenti diversi e per ragioni differenti, è possibile osservare una certa simmetria storica tra il dopoguerra italiano e quello spagnolo, in seguito a simili ed ambigue disposizioni politiche che hanno ostacolato l’edificazione delle rispettive democrazie. Difatti, in nome di un’astratta pace sociale, entrambi i Paesi hanno tollerato amnistie (Togliatti, 1946) e amnesie (pacto de silencio, o pacto de olvido) storiche opinabili. In questo senso, il discorso memoriale di Giorgio Bassani interrompe una retorica post-fascista invalsa, rivendicando un esercizio di memoria storica destinato a risignificarsi, e quindi aggiornarsi, nella Spagna democratica./n 
dc.description.abstractNel presente lavoro affronteremo l’evoluzione della ricezione di Giorgio Bassani in Spagna, nell’arco temporale che va dal 1962, anno della prima pubblicazione in castigliano del libro Il giardino dei Finzi-Contini, al 2016, anno delle celebrazioni dell’anniversario del centenario della nascita dell’autore (1916-2016). Nello specifico, attraverso i principali eventi storici che hanno segnato in profondità la politica spagnola nel passaggio dal franchismo alla democrazia, è nostra intenzione osservare come cambia l’atteggiamento ricettivo della critica specializzata nei confronti di Bassani. A tal fine realizzeremo uno studio previo della storia culturale spagnola, vincolando in modo definitivo la ricezione di Bassani all’ambito della memorialistica transnazionale. Allo stesso modo centreremo la nostra argomentazione sul concetto di memoria letteraria che si evince dalla narrativa dell’autore, approfondendo le implicazioni ideologiche del suo atteggiamento di memoria. Difatti, anche se in momenti diversi e per ragioni differenti, è possibile osservare una certa simmetria storica tra il dopoguerra italiano e quello spagnolo, in seguito a simili ed ambigue disposizioni politiche che hanno ostacolato l’edificazione delle rispettive democrazie. Difatti, in nome di un’astratta pace sociale, entrambi i Paesi hanno tollerato amnistie (Togliatti, 1946) e amnesie (pacto de silencio, o pacto de olvido) storiche opinabili. In questo senso, il discorso memoriale di Giorgio Bassani interrompe una retorica post-fascista invalsa, rivendicando un esercizio di memoria storica destinato a risignificarsi, e quindi aggiornarsi, nella Spagna democratica./n 
dc.format.mimetypeapplication/pdf
dc.language.isospa
dc.publisherEdiciones Universidad de Salamanca (España)
dc.rightsinfo:eu-repo/semantics/openAccess
dc.subjectLingüística
dc.subjectItalia
dc.subjectSociedad y cultura: general
dc.subjectItalia
dc.subjectLinguistics
dc.subjectSociety & Culture: General
dc.subjectItaly
dc.titleLa ricezione di Giorgio Bassani in Spagna
dc.title.alternativeThe Reception of Giorgio Bassani in Spain
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/article


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