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dc.contributor.authorMartín Clavijo, Milagro 
dc.date.accessioned2025-03-25T12:10:51Z
dc.date.available2025-03-25T12:10:51Z
dc.date.issued2024
dc.identifier.citationMartín Clavijo, M. (2024). Ada Negri e la costruzione identitaria attraverso gli oggetti: le prose di Oltre. En Donne di carta. Nápoles: Paolo Loffredo Editore, pp. 215-225. ISBN 979-12-81068-50-6es_ES
dc.identifier.isbn979-12-81068-50-6
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10366/164428
dc.description.abstractAda Negri già anziana e prossima alla morte (infatti il volume di prose e novelle Oltre sarà pubblicato postumo) riflette sulla vita e sulla morte, sulle persone importanti e anche sugli oggetti che ancora sono portatori di tanti significati per lei e la permettono di costruire la propria identità. Questo attaccamento a certi oggetti si presenta come una tendenza umana naturale a stabilire legami affettivi e che pertanto va oltre la tipica funzione utilitaria o di controllo di sé e del mondo per compiere anche diversi funzioni simboliche, specialmente nel caso di Negri di appartenenza e di identità. Questi oggetti sono anche fonte di affetto che aiuta la scrittrice a soddisfare alcuni bisogni emotivi e serve come conforto e compagnia di fronte alla solitudine e come rinforzatori, impedendo talvolta il disorientamento personale nell’ultima fase della vita. Si tratta fondamentalmente di oggetti del passato che fungono da punto di appoggio che permette alla scrittrice di sentirsi, anche se anziana, quella che è sempre stata e così di percepire la propria continuità del tempo. In questo saggio si analizzano questi oggetti che fanno parte di Ada Negri, la definiscono e rafforzano la propria identità, la collegano al passato e alla sua storia e, soprattutto, la permettono di mantenere relazioni con persone che non ci sono più, specialmente con la madre. Ricoprono una speciale importanza in queste testi i mobili, come la specchiera della prosa omonima, che appartenne alla madre e che accompagnò sempre Ada in tutte le case dove vivrà, e che è legata anche al ritratto di Giuditta Grisi e a due stampe dell’Orsini che appaiono in diversi suoi scritti. Oppure il crocifisso rotto, dello scritto con lo stesso titolo, che le dà la serenità necessaria per continuare e con cui si identifica in tanti aspetti. Ma anche certi posti, come il terrazzo sul quale si apre il suo studio e protagonista de “Il mio cielo” diventa anche luogo per trovarsi se stessa come pure il fuoco nel caminetto, protagonista di “Frammenti”, con cui si sente sorella nel più intimo. L’analisi di questi scritti si basa in studi interdisciplinari sull’identità specialmente in rapporto con gli oggetti che vengono dalla Filosofia (Baudrillard), la Psicanalisi (Bollas) o la Psicologia (Lersch, Hutchins) applicati in particolare alle età adulta e senile.es_ES
dc.format.mimetypeapplication/pdf
dc.language.isoitaes_ES
dc.publisherPaolo Loffredo Ed.es_ES
dc.rightsAttribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported*
dc.rights.urihttp://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/*
dc.subjectAda Negries_ES
dc.subjectLa specchieraes_ES
dc.subjectObjetoses_ES
dc.subjectIdentidades_ES
dc.subjectAncianidades_ES
dc.subjectRelatoses_ES
dc.titleAda Negri e la costruzione identitaria attraverso gli oggetti: le prose di Oltrees_ES
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/bookPartes_ES
dc.subject.unesco6202 Teoría, Análisis y Crítica Literariases_ES
dc.rights.accessRightsinfo:eu-repo/semantics/openAccesses_ES


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